Ultima uscita

N. 3 (2018): Polaris. Psicoanalisi e mondo contemporaneo; n.3, 2018
Copertina n.3 rivista "Polaris psicoanalisi e mondo contemporaneo"

Il numero 3 di Polaris si presenta estremamente ricco sotto molti punti di vista.

La rivista si apre con la traduzione di un lavoro di uno psicoanalista brasiliano, Gilberto Safra, che a partire dall'analisi socio-culturale e contemporanea e da riflessioni provenienti da una lunga esperienza terapeutica affronta le nuove modalità di soggettivazione dei pazienti. Mette in luce come i meccanismi di difesa contro l'esperienza della noia e della abulia della vita diano origine a nuove personalità postmoderne.

Argentieri ci propone uno scritto derivante da una serie di riflessioni su un lungo carteggio avuto con lo scrittore sudafricano Coetzee. L'autrice mette in luce i punti in comune sotto il profilo psicoanalitico col pensiero dello scrittore sudafricano. S’interroga sulla necessità degli esseri umani di raccontarsi e parallelamente di inventare delle storie. Affronta tematiche come la veridicità di una storia, parla del falso, dell'ambiguità, del pregiudizio; tutte tematiche che si ritrovano nella narrativa come nei racconti dei pazienti in analisi.

L'articolo scritto a più mani, nell’incontro tra medici e psicoanalisti (Gallimberti e Bonci con Zucca Alessandrelli e Tagliagambe) affronta il tema della dipendenza da cocaina. Gli autori raccontano un'esperienza di ricerca che parte dalla stimolazione transcranica su pazienti dipendenti da cocaina. La scoperta che tale trattamento annulli il craving della dipendenza da cocaina ripristinando gli originali partner cerebrali nel paziente e generando uno stato di benessere apre la strada per una nuova forma di trattamento. La ricerca mette in correlazione tale intervento con il successivo trattamento nell'ambito psicoanalitico permettendo ai clinici di osservare segni e sintomi da imputare al cervello e quali alla mente e determinare, così, importanti ricadute positive sulla natura della dipendenza da cocaina. Si prendono in esame i primi casi clinici che hanno beneficiato di questo duplice intervento da un lato stimolazione transcranica e dall'altro intervento psicoanalitico. Un approccio combinato che permette di attivare numerosi progetti di ricerca finora considerati impossibili.

Col proseguire degli articoli, la dottoressa Mariotti ci porta direttamente nella coppia analitica affrontando il tema dell'intimità con particolare attenzione agli elementi negativi che possono indebolire l'efficacia terapeutica. L'autrice, attraverso la presentazione di casi clinici, mette in luce dinamiche come la collusione, l'effrazione e la manipolazione mostrando come possano impedire l'efficacia terapeutica. Attraverso la propria esperienza mostra come la capacità dell'analista di accogliere angosce inelaborate del suo paziente, mantenendo un buon dialogo intimo con sé, promuova positivamente l'esperienza intima tra analista e paziente diventando motore del cambiamento per quest'ultimo.

Anche Giambalvo ci porta all'interno della stanza di terapia parlando di una coppia in crisi per l'arrivo di un terzo, il figlio. L’autrice mostra come sia necessario per aiutarli a riattivare le loro potenzialità creative, passare attraverso una gestione delle distanze, del riconoscimento e del contenimento delle differenze reciproche.

Il lavoro di Jannaccone Pazzi affronta il difficile ruolo di uno psicanalista al lavoro in una comunità di recupero per tossicodipendenti. Viene messa in luce attraverso il racconto di due casi clinici in una psicoterapia di gruppo la complicata posizione dell'analista che lavora in una struttura senza essere inserito nell'équipe. Attraverso le vignette cliniche l'autore mostra come in tale conteso sia necessario adottare un atteggiamento flessibile, spesso poco ortodosso, ma come questo possa portare a confrontarsi con il rischio di violare il segreto professionale proprio in quei momenti di profonda crisi del paziente.

Infine l’articolo di Ruggieri ci mette a confronto col tema della diagnosi. L’autore si concentra nello specifico sulla diagnosi borderline; sottolinea come una diagnosi errata possa generare conseguenze molto rischiose in termini di prognosi e di eventuali errori nel trattamento del paziente. Viene discusso come il processo diagnostico possa essere un momento fondamentale per accrescere la consapevolezza del paziente ma possa anche divenire, quando mal gestito, ostacolo rispetto alla costruzione di un contatto con se stesso.

Pubblicato: 2018-06-19
Visualizza tutti i numeri

Polaris. Psicoanalisi e mondo contemporaneo - Rivista telematica scientifica

Direttori: Fausto Petrella, Carlo Zucca Alessandrelli
Segretari di redazione: Elisabetta Cattaneo, Andrea Jannaccone Pazzi
Redazione: Oddone Aguzzi, Paola Bennati,Vanna Ber­lincioni, Silvia Co­rbella, Monica Fabra, Nadia Fina, Gabriella Mariotti, Valeria Pezz­ani, Maria Luisa Stu­ppia, Fulvio Tagliag­ambe (trovate tutte le biografie nella sezione Redazione)
Comitato Scientifico: Silvia Amati Sas, Tonino Aprea, Simona Argentieri, Stefano Bolognini, Jack Drescher, François Ladame, Stefania Marinelli, Claudio Neri, Giangiorgio Pasqualotto, Giuseppe Pellizzari, Maja Perret-Catipovic, Gilberto Safra, Silvano Tagliagambe, Sarantis Thanopulos. (Trovate tutte le biografie dei membri nella sezione Comitato scientifico)

Rivista: pubblicazione periodica online con finalità di studio o scientifiche - Periodicità: semestrale (giugno/dicembre) - Luogo: Milano - ISSN 2532-6929