La psicoanalisi può tacere?

  • Gabriella Mariotti
  • Paola Bennati
  • Silvia Corbella

Abstract

Mariotti si interroga e riflette sul rapporto tra psicoanalisi e dimensione sociale. Alla luce dei recenti accadimenti in Italia, riguardanti il tema dei migranti, e non solo, l'autrice si pone l'interrogativo su che ruolo debba avere la psicoanalisi in tutto questo. Non si può ignorare il senso di questi accadimenti e nemmeno evitare di considerare quell'intreccio dinamico tra mondo interno e mondo esterno che pone la psicoanalisi in una posizione nella quale non può esimersi dal prendere parola. Bennati allarga il discorso e sottolinea il rischio di un silenzio comune, esteso a tutte le fasce sociali: dal netturbino al professore. Il timore che i membri della società civile tacciano per quella sorta di distacco depressivo, dove ogni parola diventa inutile e dove quindi prevale un atteggiamento qualunquista, rappresenta l'elemento chiave delle parole dell'autrice. Anch'essa favorevole a non tacere, sottolinea l'importanza di un uso più semplice del linguaggio. Lo psicoanalista deve parlare come persona di fatto coinvolta, come soggetto e oggetto della legge, come attore più che solo spettatore di quanto sta accadendo. Corbella condivide anch'essa il discorso delle colleghe e sottolinea l'enorme crisi sociale che colpisce inevitabilmente anche la psicoanalisi. Una crisi che sottopone ad una critica dell'epistemologia della psicoanalisi, ed è proprio in questo sconvolgimento che la psicoanalisi può far sentire la sua voce solo se riesce ad elaborare il proprio malessere.

Biografia dell'autore

Gabriella Mariotti

 

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Pubblicato
2018-12-07
Come citare l'articolo
MARIOTTI, Gabriella; BENNATI, Paola; CORBELLA, Silvia. La psicoanalisi può tacere?. Polaris. Psicoanalisi e mondo contemporaneo, [S.l.], n. 4, p. 3-6, dic. 2018. ISSN 2532-6929. Disponibile all'indirizzo: <http://www.polarispsicoanalisi.it/ojs/index.php/ppmc/article/view/35>. Data di accesso: 26 mag. 2019